{"id":25843,"date":"2025-05-19T08:17:25","date_gmt":"2025-05-19T06:17:25","guid":{"rendered":"https:\/\/barzano-zanardo.com\/?post_type=approfondimenti&#038;p=25843"},"modified":"2025-05-19T08:17:26","modified_gmt":"2025-05-19T06:17:26","slug":"le-invenzioni-dei-ricercatori","status":"publish","type":"approfondimenti","link":"https:\/\/barzano-zanardo.com\/it\/approfondimenti\/le-invenzioni-dei-ricercatori\/","title":{"rendered":"LE INVENZIONI DEI RICERCATORI"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><u>Storia delle invenzioni dei dipendenti universitari<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In passato questo ambiente era stato visto, in particolare dal legislatore, come inadeguato allo sfruttamento commerciale delle conoscenze sviluppate, in quanto ritenuta un\u2019istituzione unicamente volta alla ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro va a inserirsi la norma giuridica relativa allo sfruttamento delle idee, e in particolare delle domande di brevetto che le tutelano, sviluppate dai dipendenti dell\u2019universit\u00e0 e dai ricercatori. Il cosiddetto <em>professor\u2019s privilege<\/em> era stato introdotto con la riforma del codice della propriet\u00e0 intellettuale della legge n. 383 del 18 ottobre 2001, e prevedeva che, diversamente da quanto accadeva al di fuori di universit\u00e0 e centri di ricerca, il ricercatore fosse titolare esclusivo dei diritti derivanti dall\u2019invenzione di cui era autore. Questo differiva in maniera rilevante rispetto a quanto accadeva al di fuori dei centri di ricerca, dove, salvo eccezioni, il titolare dei diritti derivanti dall\u2019invenzione di un dipendente \u00e8 l\u2019azienda per la quale l\u2019inventore lavora. Unica eccezione era nel caso delle ricerche finanziate, anche parzialmente, da enti privati, nel qual caso i diritti sarebbero stati ottenuti dal privato finanziatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa situazione, se da un lato rendeva i ricercatori liberi di sfruttare la propria invenzione, inseriva implicitamente una barriera di ingresso rilevante, in quanto, prima di poter sfruttare commercialmente un\u2019invenzione, \u00e8 necessario proteggerla, mediante il deposito di domande di brevetto, di registrazione di marchi, o di registrazione di design. Queste procedure comportano dei costi, che non sempre erano affrontabili in autonomia dai ricercatori, oltre a richiedere procedure delicate da portarsi avanti con l\u2019aiuto di consulenti specializzati. Entrambe queste necessit\u00e0 hanno contribuito a dissuadere un elevato numero di ricercatori dal tutelare, e di conseguenza sfruttare commercialmente le proprie idee.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019introduzione della riforma del codice della propriet\u00e0 industriale contenuta nella <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2023\/08\/08\/23G00104\/sg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">legge 102 del luglio 2023<\/a> \u00e8 stato radicalmente modificata la legislazione relativa alle invenzioni sviluppate dai dipendenti universitari, di fatto abolendo il professor\u2019s privilege. In particolare infatti nella nuova formulazione, i diritti derivanti dalle invenzioni dei dipendenti dell\u2019universit\u00e0 spettano ora all\u2019universit\u00e0 stessa, come si evince chiaramente dal testo del nuovo art. 65 del Codice della Propriet\u00e0 Industriale (c.p.i.). Questo cambiamento, oltre a eliminare una discrepanza legislativa, ha lo scopo di incrementare il numero di domande di brevetto strategiche depositate dagli enti di ricerca, prevenendo il rischio di invenzioni non brevettate a causa della scarsa sensibilit\u00e0 o della scarsa possibilit\u00e0 e propensione all\u2019investimento dei ricercatori, di conseguenza auspicando un miglioramento nello sfruttamento commerciale delle invenzioni dei ricercatori. A oltre un anno e mezzo dall\u2019entrata in vigore della legge non si vedono per\u00f2 gli sperati incrementi nel numero di domande di brevetto depositate dalle universit\u00e0 e dai centri di ricerca, forse a causa delle maggiori complicazioni burocratiche legate alla brevettazione da parte degli istituti, e ai meccanismi ancora da consolidare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>L\u2019art. 65 c.p.i. in breve<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il comma 1 dell\u2019art. 65 c.p.i. riporta la fondamentale modifica effettuata dal legislatore, e infatti sancisce che, quando l\u2019invenzione viene realizzata nell\u2019adempimento di un contratto o di un rapporto di lavoro con l\u2019universit\u00e0, quest\u2019ultima \u00e8 la titolare dei diritti patrimoniali derivanti dall\u2019invenzione. In particolare quindi le invenzioni di tutti i dipendenti delle universit\u00e0, siano essi ricercatori, tecnici di laboratorio, assegnisti, o studenti, sono di propriet\u00e0 dell\u2019ente per il quale lavorano.<\/p>\n\n\n\n<p>La procedura da seguire prevede i seguenti passi (scanditi nei commi 2 e 3 dell\u2019art. 65):<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>L\u2019inventore deve comunicare la propria invenzione alla struttura di appartenenza, in particolare generalmente all\u2019ufficio per il trasferimento tecnologico (UTT), che si occupa della valutazione dell\u2019idea stessa,<\/li>\n\n\n\n<li>La struttura, entro 6 mesi (prorogabili di altri 3 mesi) dalla comunicazione, provvede alla tutela dell\u2019invenzione. Qualora la struttura non provveda alla tutela, oppure comunichi all\u2019inventore di non voler provvedere alla stessa, il ricercatore \u00e8 libero di procedere autonomamente,<\/li>\n\n\n\n<li>Durante questo periodo gli inventori sono comunque tenuti alla riservatezza su tutto quanto concerne l\u2019invenzione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Restano da definire, mediante contratti stipulati ad hoc:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019applicazione dello stesso agli studenti dei corsi di laurea, anche se in quasi tutte le universit\u00e0 questi sono considerati alla stregua dei ricercatori,<\/li>\n\n\n\n<li>i compensi per gli inventori,<\/li>\n\n\n\n<li>i rapporti con gli eventuali finanziatori.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong><u>Gli uffici di trasferimento tecnologico (UTT)<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Acquisiscono in questo contesto una fondamentale importanza gli UTT. Queste sono strutture interne all\u2019universit\u00e0, che solitamente impiegano ex ricercatori o comunque ex studenti, che sono incaricati di valutare la bont\u00e0, oltre che il possibile ritorno economico delle invenzioni che vengono presentate dai ricercatori, al fine di proteggere le pi\u00f9 promettenti, allocando al meglio il budget che l\u2019universit\u00e0 mette a disposizione. Scopo degli UTT \u00e8 quello di fornire opinioni tecniche alle commissioni interne all\u2019universit\u00e0 che hanno poi il potere decisionale riguardo alla materia della protezione delle invenzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Al fine di effettuare questa valutazione \u00e8 generalmente accettato che gli UTT possano avvalersi della collaborazione di esperti esterni, ad esempio di consulenti brevettuali al fine di valutare la brevettabilit\u00e0 dell\u2019idea, o di consulenti tecnico\/economici al fine di valutarne il potenziale economico.<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente l\u2019UTT agisce da tramite tra l\u2019inventore e i consulenti esterni, al fine di facilitare le procedure di protezione dell\u2019invenzione. Questo avviene anche nel caso in cui l\u2019invenzione possa essere meglio protetta mediante la secretazione, e il mantenimento del know-how, piuttosto che mediante il deposito di una privativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Compito dell\u2019UTT \u00e8 anche quello di consigliare i consigli d\u2019amministrazione la strategia di protezione, in particolare in quali paesi sia utile estendere la protezione, oltre al mantenimento in vita dei titoli ottenuti mediante il pagamento delle tasse.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Il caso della ricerca finanziata<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al comma 5 dell\u2019art. 65 c.p.i. viene trattato il caso della ricerca finanziata, almeno parzialmente, da enti privati. In questo caso ci si richiama agli stessi principi che erano stati tenuti in considerazione nel caso della formulazione precedente dell\u2019articolo, e cio\u00e8 che l\u2019interesse principale (ancorch\u00e8 non esclusivo) dell\u2019Universit\u00e0 \u00e8 quello di pubblicare e disseminare le proprie scoperte, mentre quello degli enti privati sia quello di valorizzare rapidamente l\u2019invenzione dal punto di vista industriale e commerciale.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo caso ampia discrezione viene lasciata alle parti, che devono definire in anticipo, mediante un contratto, che viene delineato dalle <a href=\"https:\/\/uibm.mise.gov.it\/images\/Linee_Guide.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">linee guida<\/a> emanate dall\u2019Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare il contratto deve definire esplicitamente almeno i seguenti punti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>titolarit\u00e0 dell\u2019invenzione, che in particolare pu\u00f2 spettare all\u2019Ente di ricerca (e in questo caso si fa esplicita menzione a contratti di licenza che permettano all\u2019ente finanziatore di sfruttare commercialmente l\u2019invenzione), all\u2019ente finanziatore, o pu\u00f2 essere in contitolarit\u00e0 tra i due enti,<\/li>\n\n\n\n<li>modalit\u00e0 di sfruttamento dell\u2019invenzione, in particolare \u00e8 necessario bilanciare le esigenze di pubblicazione dell\u2019Universit\u00e0, con le esigenze di tutela dell\u2019ente finanziatore,<\/li>\n\n\n\n<li>ripartizione di oneri economici, e di godimento dei proventi derivanti dallo sfruttamento dell\u2019invenzione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Solitamente questi contratti vengono redatti, per conto delle Universit\u00e0, dagli UTT, sotto la guida delle commissioni interne per la propriet\u00e0 industriale, e degli uffici legali interni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>Conclusioni<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A seguito di queste modifiche alla legislazione, le universit\u00e0 hanno acquisito il diritto sulle invenzioni dei propri dipendenti, con i conseguenti oneri ed onori. Risulta di conseguenza importante il lavoro degli UTT e delle commissioni dedicate al fine di ottimizzare le risorse per la gestione delle invenzioni, per la selezione delle migliori forme di protezione. Un occhio vigile deve in particolare essere dedicato alla ricerca finanziata da enti terzi, che deve essere disciplinata in anticipo in maniera accurata.<\/p>\n","protected":false},"template":"","area":[3],"news-argomento":[151],"news-tipologia":[17],"class_list":["post-25843","approfondimenti","type-approfondimenti","status-publish","hentry","area-strategia-di-tutela","news-argomento-invenzioni-ricercatori","news-tipologia-approfondimento"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/barzano-zanardo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/approfondimenti\/25843","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/barzano-zanardo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/approfondimenti"}],"about":[{"href":"https:\/\/barzano-zanardo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/approfondimenti"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/barzano-zanardo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/approfondimenti\/25843\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25845,"href":"https:\/\/barzano-zanardo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/approfondimenti\/25843\/revisions\/25845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/barzano-zanardo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25843"}],"wp:term":[{"taxonomy":"area","embeddable":true,"href":"https:\/\/barzano-zanardo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/area?post=25843"},{"taxonomy":"news-argomento","embeddable":true,"href":"https:\/\/barzano-zanardo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/news-argomento?post=25843"},{"taxonomy":"news-tipologia","embeddable":true,"href":"https:\/\/barzano-zanardo.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/news-tipologia?post=25843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}