Semaforo verde all’accordo UE-Mercosur

Dopo oltre venticinque anni di negoziati, gli Ambasciatori dell’Unione Europea hanno dato il via libera alla firma dell’Accordo EU-MERCOSUR. Questo importante accordo commerciale avrà come principale obiettivo quello di creare una zona di scambio che vedrà coinvolte più di 700 milioni di persone.

E’ stato concordato tra l’Unione Europea ed il blocco commerciale sudamericano (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) e mira a stimolare l’economia ed i partenariati globali dell’Europa, proteggendo, al contempo, gli agricoltori, i consumatori e le norme ambientali dell’Ue, in particolare:

  • eliminando le barriere commerciali;
  • creando posti di lavoro ed opportunità commerciali;
  • Fornendo solide garanzie per le norme dell’UE e assicurando una concorrenza leale.

Secondo le stime, si prevede che entro il 2040 dall’entrata in vigore dell’Accordo UE-MERCOSUR, saranno attesi i seguenti risultati:

  • Oltre 77,6 miliardi di euro di aumento del PIL dell’Unione Europea;
  • Fino a 50 miliardi di euro di aumento delle esportazioni annuali dell’Unione Europea (+39%);
  • Fino a 600.000 posti di lavoro incrementati in Europa.

Gli impatti di questo importante accordo commerciale saranno trasversali su diversi settori. Per esempio, relativamente ai prodotti industriali, è prevista una riduzione dei dazi su automobili, macchinari e prodotti farmaceutici e, relativamente ai prodotti agroalimentari, in relazione a vino ed alcolici, cioccolato, olio d’oliva, per fare alcuni esempi, con conseguenti impatti significativi a beneficio di un aumento delle esportazioni nella maggioranza dei settori agricoli:

Fonte : https://commission.europa.eu/topics/trade/eu-mercosur-trade-agreement_en

L’accordo favorirà la crescita delle esportazioni di prodotti agroalimentari tradizionali e di alta qualità dell’UE; salvaguarderà i prodotti autentici dell’UE (Indicazioni Geografiche) e limiterà le importazioni agroalimentari preferenziali.

In particolare, saranno consentite le importazioni che rispettano le rigorose norme dell’UE in materia di sicurezza alimentare, prevedendo intensificazione dei controlli ed ispezioni nei paesi esportatori e alle frontiere dell’UE.

Tra i punti più significativi dell’accordo, con particolare riferimento al settore agroalimentare, vi è il divieto di imitazione di oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell’Unione Europea, di cui 57 sono Indicazioni Geografiche italiane (es: Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Asiago, Bresaola della Valtellina, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Barolo, Franciacorta, Marsala, Grappa, Zampone di Modena, Pecorino Romano e molti altri).

La Commissione Europea ha annunciato nelle ultime settimane l’intenzione di procedere all’applicazione provvisoria dell’accordo impegnandosi a garantirne la piena conclusione in linea con i trattati dell’Unione Europea.

Sostanzialmente in contemporanea al via libera dell’accordo UE-Mercosur, l’Argentina (paese parte del Mercosur) ha siglato un accordo bilaterale con gli Stati Uniti, c.d. “ARTI”(Agreement on Reciprocal Trade and Investment), di fatto, legalizzando l’Italian Soundinge mettendo a rischio la tutela delle DOP e IGP italiane.

Attraverso una lista di termini considerati “generici”, questo accordo punta a stabilire un primato normativo che potrebbe rendere del tutto inefficaci le tutele previste dall’accordo Mercosur con particolare riguardo al settore agroalimentare.

In sostanza, l’Accordo permette l‘uso di termini che identificano prodotti agricoli statunitensi, se non c’è una prova di una qualità o reputazione specifica essenzialmente attribuibile alla origine geografica. Tra questi nomi, vi sono, per esempio, Asiago, Burrata, Fontina, Gorgonzola, Grana, Mascarpone, Parmesan, Romano.

In altre parole, non si dà per scontato che Asiago sia una produzione veneta da proteggere ma si stabilisce che, se non è diversamente provato secondo i criteri dell’accordo, quel nome può essere considerato termine comune e generico per indicare un formaggio, a prescindere dall’origine del prodotto.

Questa mossa legislativa permette ai produttori statunitensi di commercializzare imitazioni di eccellenze italiane – come il Grana, il Gorgonzola, l’Asiago e la Mortadella – all’interno del mercato argentino senza incorrere in sanzioni per violazione delle Denominazioni d’Origine.

La domanda sorge spontanea ed il paradosso normativo è evidente: come può l’Argentina (che, tra l’altro, ospita una delle comunità di origini italiane più vaste al mondo) garantire la protezione del termine “Parmigiano Reggiano” o “Asiago” nell’ambito del Mercosur se contemporaneamente riconosce legalmente “Parmesan” e “Asiago” come nomi comuni per i produttori statunitensi?

Si tratta, dunque, di un accordo che, di fatto, legalizza l’Italian Sounding di provenienza statunitense, trasformando in termini generici i nomi tutelati dal sistema europeo della proprietà intellettuale legati al territorio, minando direttamente l’efficacia delle Indicazioni Geografiche (IG) protette dall’Unione Europea nel mercato sudamericano e compromettendo la stabilità dell’accordo UE-Mercosur, in virtù di una clausola di priorità e incompatibilità a favore della disciplina prevista dell’Accordo “Arti”, con una previsione di entrata in vigore ben anticipata rispetto all’accordo Mercosur.

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